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GIGS @lanificio159

  • 21/11/2013 w/ Afrodisia

Oy

/ Crammed Discs/

Effervescente, imprevedibile, onnivora, la vocalist svizzero-ghanese classe ’78 Joy Frempong, in arte OY, è ormai una star internazionale. Il segreto del suo successo è l’appartenenza ad una razza rara: a suo agio coi suoni più eterodossi, possiede altresì il dono di una scrittura leggera e inventiva capace di sfornare melodie contagiose.

Esploratrice delle tradizioni africane, Joy riesce a trasportarle e valorizzarle nell’universo dell’elettronica e delle sonorità contemporanee. Qualità confluite nel vivace debutto del 2010 FIRST BOX THAN WALK, ispirato da storie di infanzia e celebrato da critica e pubblico in tutto il mondo per quel mix unico di organico e musica elettronica, improvvisazioni vocali e narrazione creativa. L’LP ha aperto la strada per una serie ricchissima di eventi di prestigio, come Sonar, Montreux Jazz, SXSW e Transmusicales, e battezzato una carriera già densa di collaborazioni di ogni tipo: dal jazz-indie sperimentale di Phall Fatale e Sun of Moon, all’electro-dub dei Filewile, dall’eccentrico combo hip-hop Infinite Livez, fino al duetto col nostro Lucio Dalla.

Affiancata dal produttore e batterista Lleluja-Ha, OY si è ormai evoluto da progetto solista a duo, sia in studio che sul palco. Il materiale sonoro da cui attingono i campionamenti del successivo, maturo lavoro KOKOKYINAKA (2013) va a comporre un catalogo di registrazioni sul campo raccolte durante i suoi viaggi in Mali, Burkina Faso, Sud Africa e nella terra d’origine ghanese. Di ritorno a Berlino, attuale residenza di OY, i suoni sono stati poi tagliati e messi in loop, e sopra di essi sono state aggiunte narrazioni e ulteriori strati musicali. Fino ad intrecciare il tutto in un coloratissimo album.

Gli ascoltatori scopriranno un suono duttile, sorta di stufato afro generosamente condito di elettronica: una formula  riportata a vita piena nelle incredibili performance del duo. Un caleidoscopio di suoni clubbing, samples, digressioni umoristiche e vorticosi tamburi marchia ogni spettacolo, definito dalla critica come “una bomba musicale, fresco, vitale, sorprendente, sottile, extra-ordinario”.
Perché tutto è possibile nello spirito musicale libero e visionario di OY.