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  • 05/02/2018 w/ Slidn’ Bob

Daniele Tittarelli

Daniele Tittarelli, frequenta la musica dei centri sociali, conosce il bebop, ma guarda al futuro: è fuori dalle mischie, dalla normalità.

Inizia giovanissimo lo studio del sax alto e diventa rapidamente uno dei jazzisti più attivi della nuova scena italiana. Vincitore del premio Miglior Solista al Festival di Avignone 2000.
Il suo CD “Jungle Trane” è stato votato dalla critica come uno dei più interessanti degli ultimi anni. Fa parte del quartetto di Roberto Gatto (con cui ha suonato a New York nel 2005), del sestetto di Gianluca Renzi, e della PMJO Parco della Musica Jazz Orchestra.

Frequenta la musica dei centri sociali, conosce il bebop, ma guarda al futuro: è fuori dalle mischie, dalla normalità”. Roberto Gatto conosce bene Daniele Tittarelli, lo ha portato a New York, nel marzo di questo anno, in quintetto con Filippini, Tavolazzi e Rossi, e lo coltiva in un quartetto con Mannutza e Bulgarelli. Daniele è un giovane leone di Garbatella, celebre quartiere popolare della capitale, cresciuto assorbendo una quantità infinita di gradazioni musicali: dal reggae alla techno, dalla musica black al jazz. Musicista giovane ma enciclopedico, vanta una carriera accademica fragorosa (diplomi in solfeggio, pianoforte complementare, armonia, storia della musica, sassofono), collaborazioni con l’orchestra giovanile romana diretta da Bruno Tommaso, l’orchestra dell’ISMEZ diretta da Paolo Damiani, con Mario Raja, avventure in progetti di musica africana, e nel gruppo tecno-pop I.H.C. col quale incide un disco.

“Jungle Trane” (2002), inciso per la Wide, lo vede alla testa di un quartetto in un disco che trascolora dal post hardbop a riferimenti comprendenti il Brasile: ottima tecnica e qualità compositive squisite. Ha inoltre inciso con i Dynamic Four (Stefano Micarelli alla chitarra, Pietro Lussu all’organo elettrofonico e Armando Sciommeri alla batteria), lavorando a lungo su repertori di matrice soul jazz. Tittarelli è presente in numerose altre registrazioni, tra cui “Dances” della M.J. Urkestra di Roberto Spadoni, “Suspended” di Pino Iodice, “Logorhythms” di John Arnold, “Don’t Stop Your Mind” di Gianluca Renzi, vanta esperienze nei Six Sax e nel Di Gennaro Quartet. Si esibisce in trio, quartetto, ma si trova perfettamente a proprio agio anche nelle formazioni estese come la neonata Parco della Musica Jazz Orchestra diretta da Maurizio Giammarco.