GIGS @lanificio159

  • 13/07/2017 @Feria – Tetto Lanificio

Marat

“Sono un intrepido vulcano di parole”.

Si descrive così, alla fine del suo primo EP, Marta Lucchesini. Con diversi concorsi sulle spalle, meno di un quarto di secolo sui ricci rossi e quel soffio di rivoluzione francese nel nome d’arte, Marat prova con la sua musica a reagire alla seriale produzione di banalità di cui il tempo odierno è oltremodo foriero.
La giovane età permette a Marat di affermare l’indipendenza da qualunque etichetta e costruire un proprio manifesto musicale. Nei sei brani del disco “Le facce” si colgono agganci al mondo folk. I versi ora ingarbugliati ora sciolti, mescolati a un cantato quasi timido e a tratti strozzato, si uniscono a una sorta di patchanka musicale che spazia dal jazz allo ska, con eleganti inserti effettati che accompagnano un invidiabile seme di stranezza, sfondo poetico di tutto il disco. Ascoltare Marta Lucchesini è un po’ come tornare a quelle giornate di fine estate in cui, da adolescenti, si cercavano con gusto i frutti ancora acerbi, perché il sapore era indecifrabile, ma si sapeva che sarebbe venuto su buono.