GIGS @lanificio159

Laurent Garnier

La faccia bastarda dell’house. Il tocco sopraffino di un perfezionista. Alieno e terreno. Delicato e cattivo.

Se la lotta per la diffusione delle nuove sonorità elettroniche tra Francia e Inghilterra vede vincitrice la prima, lo dobbiamo proprio a Laurent Garnier. La sua è musica danzante e ondeggiante. Una musica che pare composta per attimi di pazzia, frangenti di instabilità. Scampoli di bellezza interplanetaria.

Già nei primi anni ’80 Laurent Garnier inizia ad interessarsi di musica elettronica. Si trasferisce prima a Londra, poi a Manchester, suonando in piccoli club facendosi riconoscere per essere stato uno dei primi a portare la house music prodotta negli Stati Uniti, nel cuore musicale del vecchio continente.
Alla fine degli anni ’80 viene ingaggiato come resident per l’Hacienda di Manchester, club frequentato anche da gruppi come gli Stone Roses gli Happy Mondays che rimangono affascinati dal suo stile. Fu così che le due formazioni iniziarono a contaminare il loro rock con ritmiche house. Dopo questo periodo di crescita, decide di tornare nella sua Francia trasferendosi in una Parigi dei primi anni ’90 dove il fervore per la musica elettronica inizia a farsi sentire. Prende subito in gestione la consolle del famoso Wake Up Club, e mettendo in mostra le sue migliori doti, cioè la grande personalità e la tecnica di mixaggio, definita da molti “chirurgica”, inizia a farsi conoscere anche dal pubblico continentale.

In concomitanza con la sua ascesa in qualità di Dj, inizia anche la sua attività da producer. Entra nel roster della majorFNAC dove rilascia nel ’93 la raccolta “French connection” e poi l’EP “the Bout de Souffle”. Entra così in contatto con altri emergenti della scena parigina come Shazz, Loudovic Navarre e DJ Deep. Dopo questa esperienza, insieme all’amico conosciuto proprio alla FNAC Eric Morand, decide di formare una nuova label, la F-Communication etichetta specializzata nella ricerca all’interno del campo dell’elettronica d’avanguardia, con una concezione puramente crossover. Intanto Laurent Garnier si fa conoscere sempre di più alle masse, partecipando a serate in club di tutta Europa (e successivamente del mondo), concerti ed eventi dance di primo piano.

Col tempo muta il suo interesse per la prima house (discorrendo dalla deep alla prima acid) in una continua contaminazione con groove techno ispirati al sound di Detroit e una vena jazz, lasciando sempre aperto un varco verso la ricerca, che lo fa spesso tuffare nel funk, nel dub, nel trip-hop ecc. Nel ’95 esce il suo apprezzatissimo album “shot in the dark“, seguito poi nel ’97 da “30” e poi nel 2000 da “unreasonable behaviour”, il piu apprezzato secondo la critica, anche grazie alla pietra miliare “the man with red face” contenuta al suo interno. Nel mezzo tante produzioni e remix, anche di nomi storici della musica come i Green Velvet.
Diventa promotore di artisti come Cassius, Daft Punk, Shazz e St. Germain.