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  • 05/01/2016 w/ Roock N Yolk

Kornél Kovács

Kornél Kovács è il nome nuovo della scena house europea.

/ Studio Barnhus /

Nato a Stoccolma nel 1985 da famiglia ungherese, le peregrinazioni di Kornél Kovács nel mondo della musica iniziano molto presto e continuano da allora. Educato da genitori con un gusto killer e cresciuto con una classica quanto invidiabile dieta di musica “appropriata”, le lezioni quotidiane di Kovács si intrecciavano di notte con qualunque cosa stesse tra i Kraftwerk, gli Art Of Noise, King Tubby, e mentre i Boogie Down si diffondevano per tutta la casa.

Applicando l’etica stakanovista a tutto ciò che imparava, Kornél inizia a bussare a qualunque porta musicale di Stoccolma, fa il galoppino dei più ricercati negozi di dischi della città, insegue i migliori Dj, costruisce la sua strada grazie all’eccellente selezione di musica elettronica della libreria locale. Kovács, allora un “goffo nerd che riusciva a farsi vedere in giro con i fichetti più grandi solo perché lo trovavano simpatico”, si procura qualche serata da dj grazie a un intenso e primigenio amore adolescenziale per il drum’n’bass della metà degli anni ’90, diventando a 14 anni il più giovane dj di musica jungle di stoccolma.

Dopo pochi anni di prematuro pensionamento, a metà degli anni 2000 Kornél indossa di nuovo le cuffie e succedono cose molto eccitanti. Nel frattempo continua a comporre musica sia per il suo blog mp3 che per vari magazine di musica e cultura, a cui si aggiunge una residenza nella leggendaria Paradise Night di Stoccolma così come un programma radio settimanale su P3, l’equivalente di Radio 1 Svezia. A un’importante e poco prevedibile periodo passato nella Redbull Music Academy nel 2008 fa seguito la formazione di Studio Barnhus con i suoi migliori amici Axel Boman e Petter Nordkvist. Nato come spazio studio e DJ trio, dopo un anno Studio Barnhus diventa un’etichetta che da allora ha registrato 50 pubblicazioni e raccolte, e dove ‘Good Children Make Bad Grown Ups’ EP è la prima apparizione di Kovács’ su vinile.

A oggi i successi del collettivo hanno riempito risme di carta della stampa che conta e l’agenda dei suoi tre membri con date e tour mondiali. Allo stesso modo Kovács si è ritagliato quello spazio artistico che probabilmente l’ha incoraggiato a comporre Szikra nel 2014, la traccia che gli ha dato la certezza di comporre musica apprezzata dalla gente. Premesso tutto ciò, sarebbe sbagliato descrivere Pantalón, prodotto nel 2015 dalla Numbers di Glasgow, come uno dei momenti di svolta. Le irressistibili percussioni e i vocals in spagnolo hanno fatto ballare e parlare la gente, mentre l’uscita sulla stimatissima Smallville di Amburgo nello stesso anno lo ha connesso con i poteri forti dell’Europa elettronica.

‘The Bells’, il suo album di debutto, è uscito con Studio Barnhus ad agosto ed è stato registrato durante un’intensa sessione di due settimane a Göteborg con il grandissimo amico e ingegnere del suono Matt Karmil. Chi decide di dare al proprio LP di debutto lo stesso titolo della traccia più influente della storia della techno sicuramente sa abbozzare. Ma dopo aver ascoltato come l’album intreccia la naturale e festaiola musicalità di Kovács col suo amore fedele per le ritmiche da club, e aver analizzato la traiettoria della valanga che lo ha portato da galoppino buffone di un negozio di musica a dj e producer acclamato a livello mondiale, potremo certamente perdonargli questa sicumera.