GIGS @lanificio159

  • 26/05/2018 w/Spring Attitude Festival

Coma cose

Lui si chiama Fausto Lama: barba da hipster e cappellino in testa. Lei si chiama Francesca: ha i capelli rasati, color biondo platino. Insieme formano i Coma Cose.

Negli scorsi mesi, il duo milanese ha attirato l’attenzione del pubblico grazie ad una serie di canzoni pubblicate su YouTube. Alla fine, visto l’interesse, i Coma Cose si sono decisi a pubblicare un mini-album, un EP intitolato “Inverno ticinese”: rappresenta il loro disco d’esordio.

Dietro al nome d’arte di Fausto Lama si nasconde quello di Fausto Zanardelli, cantautore bresciano classe 1981 che prima del progetto Coma Cose aveva provato a farsi conoscere dal pubblico come Edipo.

Dopo aver lavorato per qualche anno come fonico, si era deciso a pubblicare la sua musica: aveva firmato un contratto con l’etichetta indipendente Foolica Records (che negli stessi anni teneva a battesimo i Thegiornalisti), per la quale aveva pubblicato i suoi primi dischi, “Hanno ragione i topi” del 2010 e “Bacio battaglia” del 2012.
Nel 2014, poi, era passato ad un’altra etichetta, la GiadaMesi di Dargen D’Amico: era uscito dunque un altro disco, l’EP “Parchetti”, al quale aveva fatto seguito la firma per una major, Universal. Nel 2015 aveva pubblicato un nuovo album, “Preistorie di tutti i giorni”, con la direzione artistica dello stesso Dargen D’Amico, e si era pure esibito in apertura di un concerto di Caparezza al Forum di Assago di Milano (il tour era quello in supporto all’album “Museica”).
Quello di Francesca è un volto conosciuto, per i seguaci della musica elettronica: originaria di Pordenone, prima dei Coma Cose si era fatta conoscere con il nome di California DJ e aveva fatto ballare i frequentatori dei rave party con musica techno e drum’n’bass.

Dal loro incontro è nato questo duo, che ha suscitato l’interesse dell’etichetta indipendente Asian Fake. Cosa vuol dire “Coma Cose”? Loro dicono che il “coma” è una provocazione, riferito ad un momento storico in cui, sempre secondo loro, è arrivato il momento di aprire gli occhi, di svegliarsi. “Cose”, invece, non vuol dire nulla: l’hanno messo accanto a “Coma” perché, secondo loro, ci stava bene.

E pian piano sono arrivate le canzoni. Su YouTube sono state pubblicate in questo ordine: “Cannibalismo” (febbraio 2017), “Golgota” (marzo 2017), “Deserto” (maggio 2017), “Jugoslavia” (giugno 2017).