GIGS @lanificio159

  • 11/12/2017 L2 presenta Slidin’ Bob @Lanificio159

Awa Ly

L’amore è il tema principale del suo ultimo album di Five and a Feather. Un disco scritto, composto e registrato come un bel pizzo costellato di dettagli che si rivelano a chi li saprà scorgere.

Una notte, Awa ha fatto un sogno…L’atmosfera era incantata, come mistica, avvolta in una
scenografia che riuniva la luna, la terra e gli elementi. Mix ancestrale tra gli Indiani d’America e l’Africa, un’entità sciamanica era lì, parlava in una lingua sconosciuta,
raccontava storie reali o fantastiche.

Queste storie, le aveva ricevute da altri, le aveva fatte sue, la permeavano, ne condivideva la gioia, ne alleviava la tristezza o il dolore contenuto. Al risveglio, la narratrice sciamanica era svenuta ma la sua presenza era ancora palpabile, Awa ha fatto di lei la cantastorie di questo nuovo album: Five and a Feather.

Five, come tutte quelle cose che sono cinque: i sensi, gli oceani, le linee di uno spartito musicale, le dita di una mano… e Feather, la piuma, l’elemento magico che li riunisce, lo strumento di cui Awa si serve per scrivere e comporre i dieci brani di questo nuovo album dove, grazie al pennello di Saina Six, è diventata la prima donna nera immortalata nell’estetica Mucha dell’Art Nouveau.

Dieci i titoli che rimandano al formato dei 33 giri che Awa ascoltava nel salone di famiglia quando il soul, il blues, la musica Africana e le Orchestre afro-cubane nutrivano la sua infanzia. Se è sul tappeto vellutato del jazz che ha scelto di camminare, Awa ha tuttavia deciso di non lasciarlo invariato, preferendo ornarlo con melodie folk o lasciare che alcuni ospiti vi ricamassero il loro passaggio. La kora di Ballaké Sissoko, la senza di Paco Sery, il contrabbasso di Greg Cohen, la voce di Faada Freddy, la steel Guitar o l’erhu (il violino cinese) sono tutti elementi che contribuiscono ad illuminare le storie della narratrice sciamanica.

Realizzato in collaborazione con Jean Lamoot e Pascal Danae (Victoire de la Musique 2015, categoria World Music con il loro gruppo Rivière Noire, collaborazioni con Noir Désir, Bashung, Salif Keita, Gainsbourg, Giberto Gil, Peter Gabriel, Ayo, Mayra Andrade), Five and a Feather restituisce più da vicino l’atmosfera calda di sessioni live in cui gli strumenti si incontrano, si intrecciano e compongono il tessuto che accoglie il principale strumento di questo album: la voce di Awa. Queste parole che lei deposita delicatamente o lascia cadere sulle note come lacrime di gioia o di tristezza, scorrono dalla fonte chiamata amore.

Quello che vorremmo rivedere ancora un giorno, ma che sappiamo andato per sempre.
Quello che nasce, si consuma e quasi si estingue finché un soffio salvatore ne alimenta la fiamma. Quello che ti porta a voler bene ad un amico (Friendship).
“Let Me Love You” ed il suo amore che spinge alla follia, la dichiarazione pura “You Wil Be Mine” (l’unico titolo a non essere stato scritto dalla piuma di Awa ma da quella del mistico Slow Joe) o ancora “Here”, in duetto con Faada Freddy, dove l’evocazione dell’amore per il prossimo entra in risonanza con l’attualità dei migranti che periscono in mare. Appassionato, distruttivo, deluso, romantico, universale: l’amore è il tema principale di Five and a Feather. Un disco scritto, composto e registrato come un bel pizzocostellato di dettagli che si rivelano a chi li saprà scorgere.